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L’ivre
festival dei vini e dei libri indipendenti

ebbri di libri.

un piccolo gioco di parole ci consente di rimescolare le carte e il vino e farne uscire un nuovo esperimento. Un apostrofo lega insieme due piaceri della vita, per ubriacarsi di libri, di cultura, dei saperi accumulati nelle pratiche di vinificazione non industriali.
Gli ingredienti di partenza sono gli stessi: i vini e i libri prodotti da editori e vignaioli indipendenti. Un luogo di incontro in cui scoprirli, assaggiarli e imparare a apprezzarli. Una festa dove sperimentare una socialità fatta di reading, musica, dibattiti, degustazioni e molto altro.

Tanti, diversi, per tutti.

Ripartiamo con un nuovo progetto e un nuovo nome mantenendo fermo l’impegno nella promozione e nella diffusione dell’editoria indipendente. Una fabbrica della conoscenza sempre più minacciata dalla torsione monopolistica e dal disinvestimento nella cultura in atto nel nostro paese.
Ripartiamo dalla considerazione che la qualità deve essere accessibile a tutti e non essere appannaggio di club esclusivi. Che difendere la cultura significa diffonderla e farla circolare. Che la ricerca, la sperimentazione, la cura del prodotto e dell’ambiente in cui si produce, oggi si identificano con la scelta dell’indipendenza, l’autonomia dagli standard di mercato, il non allinearsi al gusto medio e alla produzione in serie, il rifiuto dei diktat che riducono il mercato anziché estenderlo e che sterilizzano il gusto restringendo il campo delle possibilità.
Ripartiamo dalla considerazione che l’indipendenza non è un vezzo ma un terreno di battaglia, una sfida, una modalità di agire discontinuità e praticare l’alternativa nel quadro della progressiva cancellazione di libertà, diritti e opportunità che dentro la crisi viviamo.

L’indipendenza è da gustare.

I buoni libri e i buoni vini sono il prodotto di un incontro tra chi li fa e chi li gusta.
Vignaioli e editori indipendenti hanno in comune con i fruitori la necessità di difendere lo spazio dell’indipendenza e l’accumulo di saperi che rischiano di disperdersi sotto i colpi di un mercato sempre più pervasivo e omogeneizzato.
L’ivre non è un luogo di incontro per estimatori e professionisti.
L’ivre accoglie le produzioni indipendenti e le mette in circolo, per costruire uno spazio di socialità e condivisione non esposto alle regole del consumo tout-court ma di gioviale e collettiva consuetudine al buon bere e al buon leggere.

Torniamo ad aprire l’atelier autogestito ESC alle produzioni indipendenti con L’ivre, per offrire un’altra occasione di rimescolare vini e libri per inedite combinazioni.