L/IVRE 2014

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[ Mercoledì 17 dicembre ]

[h18,30] Presentazione del libro di Alessandro Somma

La dittatura dello spread. Germania, Europa e crisi del debito (ed. DeriveApprodi)

ne discutono con l’autore Giuseppe Allegri e Marco Bascetta

Perchè la Germania conta tanto in Europa? Un’analisi stotica e politica

Da un lato si impone il pareggio di bilancio e si impedisce l’indebitamento senza condizioni, dall’altro si concedono prestiti solo a chi in cambio riduce la spesa sociale, privatizza il patrimonio pubblico, liberalizza i servizi e precarizza il lavoro: è in questo modo che si sta procedendo alla costruzione dell’unità europea. Senza coinvolgere i parlamenti e dunque nel disprezzo della democrazia, sacrificata per assecondare i mercati. Non è un caso che le vittime designate di questa strategia siano Grecia, Italia, Portogallo e Spagna: paesi che hanno sperimentato il fascismo e che ne sono usciti con costituzioni che parlano di democrazia economica. Anche la Germania ha vissuto un’esperienza fascista, ma la sua vita politica è stata fin da subito dominata dagli ordoliberali, fautori di uno Stato forte custode della concorrenza e di una società pacificata anche attraverso il richiamo a valori premoderni. Gli ordoliberali furono compromessi con il nazismo, ma il loro anticomunismo e le dinamiche della Guerra fredda valsero ad assicurare loro l’appoggio statunitense contro l’orientamento della maggioranza dei tedeschi. Il nome scelto per riassumere il loro credo, «economia sociale di mercato», divenne anche il fondamento della costruzione dell’unità europea, da subito concepita come presidio della concorrenza e dell’inclusione sociale ridotta a inclusione nel mercato. Il libro di Alessandro Somma ricostruisce il percorso che ha condotto all’attuale costruzione europea, offrendo interpretazioni utili a comprendere la matrice politica e l’ispirazione ideologica di quanto appare come l’ennesima tappa di uno scontro immanente tra capitalismo e democrazia.

[h 20.30] Andrea Saccaro e Umberto Camponeschi presentano Outcast Factory e la loro prima produzione

Dall’altrove – cortometraggio di Andrea Saccaro e Umberto Camponeschi

Con Giulia Pomarici, Danilo Chillon, Chiara Papini, Luca Conticelli

Tratto dall’omonimo racconto di H.P. Lovecraft

Durata 13′

[h 22.00] Dj Set – Mongotronic  di ØKAPI

Økapi è uno dei più grandi prestigiatori del cut-up e campionamento sonoro.

Nei suoi live-set mescola cinematic, broken beat, musiche per bambini, electro e 8-bit, melodie kletzmer e idiot-pop

[ Giovedì 18 dicembre ]

[h 18]  Presentazione del libro di Orizzonti Meridiani

Briganti o Emigranti. Sud e movimenti tra conricerca e studi subalterni (ed. Ombre Corte)

ne discutono Adalgiso Amendola, Alfonso Falco, Francesco Festa, Franco Piperno

In modi diversi, i contributi raccolti in questo volume gettano uno sguardo assolutamente originale sulla condizione del Meridione d’Italia. Ne interrogano, anzi, l’esistenza stessa, a partire da una comune, autonoma temporalità, dal sentimento del luogo e del movimento che ne costituisce la specificità. Sono esercizi di decostruzione delle vecchie categorie concettuali sulle quali per anni si è fondata la tradizionale “questione meridionale”: la coppia sviluppo/sottosviluppo, dispositivo di governo che attraversa tutta la storia del Mezzogiorno, sancendone la presunta “arretratezza”; i discorsi di inferiorizzazione, spesso esplicitamente razzisti, che hanno avuto ampia parte nella costruzione della subalternità del Sud; le retoriche dello stato d’eccezione e della perpetua “emergenza”. Allo stesso tempo, sondano le nuove pratiche del comune, della riappropriazione, degli esperimenti di welfare dal basso, che animano le lotte della società meridionale.

In queste pagine – che nascono dall’esperienza di Orizzonti meridiani, una rete che collega ricercatori ed esperienze militanti, e che prova da qualche anno a sperimentare un simile “materialismo geografico” – Gramsci incontra i Subaltern Studies e le prospettive postcoloniali, per una cartografia delle lotte, delle resistenze, delle insorgenze che, da Sud, tracciano un’alternativa altermoderna, oltre la crisi del modello lineare e omologante di sviluppo imposto dal neoliberismo.

[h 20] Degustazione Cantina Rasicci (Abruzzo)

[h 20.30] Villadrome – reading delle poesie di Emilio Villa

a cura di ESCargot

ESCargot è un progetto nato nel 2009. Si tratta di una rassegna di “poesia plurale” ospitata a Roma dall’Atelier Autogestito ESC e curata da poeti – e scrittori e editori e critici – che vivono o lavorano in città.

Il “comitato” di ESCargot è composto oggi da Maria Grazia Calandrone, Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa, Elisa Davoglio, Michele Fianco, Francesca Fiorletta, Marco Giovenale, Giulio Marzaioli, Massimiliano Manganelli, Vincenzo Ostuni, Tommaso Ottonieri, Maria Concetta Petrollo, Gilda Policastro, Laura Pugno, Francesco Raparelli, Lidia Riviello, Franca Rovigatti, Sara Ventroni.

Il blog http://esc-argot.blogspot.com nasce nel dicembre 2010 come archivio di materiali prodotti nell’ambito del progetto, come spazio per segnalare iniziative avvenute e soprattutto future o imminenti, e come luogo immateriale doverimaterializzare le scritture e i dialoghi affrontati o affrontabili insieme.

[h 22,30] Folkways Trio in concerto

Costanza Alegiani: voce ed effetti
Marcello Allulli: sax tenore ed effetti
Riccardo Gola: contrabbasso, effetti

Il progetto Folkways è un viaggio musicale all’interno del
continente americano,territorio di conquista che per molti secoli è stato popolato da persone con lingue, tradizioni e musiche diverse. Ognuna di loro ha ereditato le tradizioni e i racconti musicali della sua terra natia e dei suoi avi, e le ha poi fatte rivivere nel suo tempo, condividendo questo patrimonio con gli altri e rinnovandolo; proprio per questo la musica folk americana rappresenta un elemento letterario ( non solo musicale) importantissimo per comprendere e conoscere la complessità culturale e sociale che caratterizza la storia statunitense.

La musica del trio percorre questo viaggio tra canzoni popolari, blues rurali, spirituals, ballate liriche e di contestazione sociale dai primi del 900 fino ad arrivare ai poeti folk moderni ( tra cui B. Dylan), alternando momenti acustici ed elettrici.

[Venerdì 19 dicembre ]

[h 18.00]  NO EXPO! cibo, territorio e conflitti

con Terra Terra, TerraRivolta, Genuino Clandestino, Rete Romana Cucine Popolari, Comitato NOTRIV Irpinia

Nell’epoca dello sfruttamento economico delle risorse fondamentali, il cibo come la terra stessa sono oggetto di predazione e distruzione da parte di un modello di sviluppo sempre più rapace. La prossima vetrina dell’EXPO 2015 già rappresenta un terreno di lotta e di scontro per diversi motivi: la dissipazione di denaro pubblico e la speculazione immobiliare, l’affermazione dello sfruttamento del lavoro gratuito su cui si reggerà tutta la macchina organizzativa e logistica dell’evento.

Vorremmo però soffermarci sui nodi critici che riguarderanno i temi dell’Expo: l’accesso all’alimentazione e alla qualità del cibo, l’autodeterminazione alimentare e la tutela dei territori, a fronte dell’affermazione di principi neoliberali in ambito agro-alimentare (TTIP) e dell’esproprio a livello nazionale e internazionale delle terre.

[h 19.30]  Degustazione enogastronomica Tenuta Patruno Perniola (Puglia)

[h 20.30] Presentazione/reading del libro di Lorenzo Iervolino

Un giorno triste così felice (ed. 66thA2nd)

Quando papà Raimundo scelse il nome del suo primogenito dalla Repubblica di Platone, già immaginava per lui un futuro importante. Da filosofo, da medico, o da rivoluzionario. E in effetti Sócrates Brasileiro è stato un po’ tutto questo, ma è passato alla storia come uno degli interpreti più originali dell’arte del futebol: per le sue caratteristiche fisiche e tecniche, e per quel modo di concepire il calcio più come un divertimento che una professione, «un microcosmo nel macrocosmo della società». Non a caso, proprio attraverso il calcio il Doutor è stato l’artefice di un’esperienza unica nel mondo dello sport: l’ideazione di un laboratorio politico capace di contaminare un paese – il Brasile degli anni Ottanta – vessato da due decenni di dittatura militare. Un’ode all’autogestione chiamata Democrazia corinthiana. Lorenzo Iervolino ha ricostruito la voce di Sócrates, «un uomo dal cuore grande come una sala da ballo», visitando le città in cui è cresciuto e si è affermato, parlando con i suoi familiari, gli ex compagni di squadra e gli amici di una vita. Senza trascurare l’amara esperienza italiana, ripercorsa attraverso le testimonianze di coloro che a Firenze lo hanno amato ma anche criticato. Un viaggio tra invenzione letteraria e reportage narrativo alla scoperta di un campione che amava la birra al pari della conoscenza, ma odiava ogni forma di gerarchia. E che non ha mai rinunciato a concepire la vita come un inatteso e seducente colpo di tacco.

A partire dal suo libro pubblicato nella collana Vite Inattese, Lorenzo Iervolino converserà con i protagonisti dello sport popolare del quartiere San Lorenzo, mettendo in dialogo l’esperienza leggendaria della democrazia corinthiana e esperienze come la Palestra Popolare e l’Atletico San Lorenzo, che nella Roma di oggi, attraversata da pesanti contraddizioni sociali, costruisce comunità solidali e lotte attraverso lo sport.

[dalle h 22] Concerti: Xingu project, Sambado Bigode

Xingu project

Mauro Salvatore: batteria

Lewis Saccocci: piano

Dario Piccioni: basso

Laura Sciocchetti: voce

Denis Fattori: tromba

Il nome del quintetto prende spunto dal fiume brasiliano Xingu che nasce nello Stato del Mato Grosso e attraversa lo Stato del Parà, sboccando vicino alla foce del Rio delle Amazzoni. Dall’ inizio del 2011 questo progetto propone un repertorio che fonde i vari ritmi del sud america con sonorità jazz e world music senza tralasciare l’aspetto giocoso di queste musiche. Partecipano a varie rassegne di musica latino americana e non solo, tra cui “Tuscia in Jazz”, “Pozzuoli Jazz Festival”, “Brasilicata Tour”, “Sabato Brasil”, “Festival delle Arti – Premio Monnalisa”, “Jazz On The Beach” e altri ancora. Per tre volte ospiti della trasmissione radiofonica “Brasil” dedicata alla musica e alla cultura brasiliana in onda su RAI Radio 1, si esibiscono nei principali jazz club della capitale tra cui Alexander Platz, Elegance Cafè. Il loro repertorio è composto da composizioni jazz inedite e classici della bossa nova e del samba, rivisitati attraverso una nuova luce.

La solida ritmica, attiva da tre anni, con l’arrivo della voce e della tromba, si è completata in una formazione davvero potente e trascinante, che ha come prerogativa la ricerca di una propria identità e originalità, in una miscela di freschezza, eclettismo, dinamicità, avanguardia e tecnica davvero speciale, che ha portato di recente a collaborazioni con diversi musicisti come Jim Porto e Robertinho de Paula.

Samba do Bigode

il Coletivo do Bigode è una formazione da 5 a 12 elementi composta da una sezione armonica: chitarra classica, chitarra baritona, cavaquinho (strumento a corda della tradizione brasiliana), trombone; ed una sezione ritmica: pandeiro, surdo, rebolo, reco reco, tamborim, cuica e ganzà. Due voci principali e cori.

Propone un vasto repertorio di musica brasiliana, dai tradizionali “samba de raiz” e “pagode de mesa” nati nelle periferie di Rio de Janeiro, dove nelle occasioni di festa il popolo carioca si radunava nei cortili per condividere cibo, bevande e il samba, al “funk” riscoperto e colorato sorprendentemente di verde oro da molti tra i più noti e geniali autori brasiliani. Dall’universale e colta “bossa nova”, alle sonorità carnevalesche del “samba enredo” e delle “marchinhas” che con i loro ritmi travolgenti riescono a trasmettere tutta l’energia e l’allegria di un popolo in festa.

[Sabato 20 dicembre ]

[h 17.30]  Presentazione della nuova edizione, con premessa di WM5 e aggiornamento di Claudio Dionesalvi , de Il Derby del bambino morto di Valerio Marchi, edizioni Alegre, collana #Quinto tipo, diretta da Wu Ming1. Ne discutono Claudio Dionesalvi (Ultrà Cosenza), Luca Pisapia (giornalista de Il fatto quotidiano), Valerio Mastandrea (tifoso), Atletico San Lorenzo.

A dieci anni dalla prima edizione ritorna Il derby del bambino morto, ultimo libro pubblicato in vita da Valerio Marchi, inchiesta sociologica e militante, racconto corale, immersione appassionata ma precisa nei rapporti tra sport, culture giovanili, opposizione sociale e legislazione repressiva.

Un testo che non potrebbe essere più attuale, utile a chiunque sappia prolungarne i fili fino all’oggi… e ancora più in là.

[h 20.00]  Presentazione del libro di Paolo Godani Senza Padri. Economia del desiderio e condizioni di libertà nel capitalismo contemporaneo (ed. DeriveApprodi)

ne discutono con l’autore Ilaria Bussoni, Roberto Ciccarelli, Paolo Gervasi

Un nuovo ordine del discorso sembra circolare nelle analisi del presente: l’evaporazione della figura del «padre», la dissoluzione di ideali regolativi e il venir meno dei limiti sono alla base di un’economia del godimento che coincide con l’essenza del capitalismo contemporaneo. Questo ordine del discorso (incarnato da autori quali Recalcati, Badiou, Zizek) auspica un ritorno del «limite» che assume la forma di una fedeltà alla verità o a grandi ideali.

Nell’eccesso di stimoli, di desideri, di merci, di immagini, questa nuova retorica vede le condizioni di un’ipnosi collettiva che consegna gli individui a un perenne asservimento al godimento e dunque al capitalismo. Si tratta però di un approccio che nell’invito alla sobrietà, alla moderazione, alla temperanza rovescia proprio quell’economia del desiderio che è stata il motore della liberazione dal lavoro, dallo sfruttamento e dalla conservazione degli ultimi grandi movimenti del ’900. L’anomalia è che l’auspicio a un ritorno all’ordine non viene da un pensiero reazionario, bensì da autori impegnati a pensare le attuali condizioni della libertà. Ma il ritorno all’ordine, ovvero la reazione, è davvero l’unica strada possibile?

Non occorre, piuttosto, tentare un sentiero più azzardato? Vedere nella dissoluzione dei limiti e dei legami, nel rischio di procedere alla deriva o sull’orlo di un abisso, proprio la condizione dell’emergere di nuovi modi di soggettivazione? Non occorre, piuttosto, assecondare quella stessa dissoluzione che tracci il cammino di un superamento delle individualità e configuri nuove comunità di uguali?

[h 22.30]  Underdog in concerto

Underdog è un progetto che prende spunto dalla biografia di Charles Mingus “Beneath the Underdog”.

L’obiettivo è una miscela ritmica di sonorità jazzistiche e vari stili che trovano ispirazione (tra gli altri) in Kurt Weill, Nick Cave, Tom Waits e nella elaborazione musicale di gruppi come Einstuerzende Neubauten, Brainiac e Primus.

La musica degli Underdog è un gioco di contrasto tra una voce maschile schizofrenica e nasale e un cantato femminile angelico e bellissimo.

Il gruppo nasce e si evolve in forma aperta: collaborazioni e rivisitazioni dei brani avvengono di continuo.

Musica in forma di orchestra di sette elementi, in continuo moto d’equilibrio.

In ogni brano, ognuno sceglie il proprio ruolo e il proprio rumore: sette teste che suonano e che, incessantemente, continuano a esplorare, a sporcarsi, a mettersi in discussione.

WWW.UNDERDOGMUSIC.ITSono jazz quanto lo potrebbero essere John Zorn o gli Henry Cow, e come gli esempi citati hanno

la capacità inusuale di alternare momenti melodici a lievi deliri sonori letteralmente esplosivi

Blow Up – (intervistati nel numero di Dicembre 2012)

[A seguire] Luzy Elle djset

[Domenica 21 dicembre ]

[h 18] Focus sul Medio Oriente

Presentazione de Il silenzio e il tumulto di Nihaad Sirees, Editrice Il Sirente, con Donatella della Ratta (ricercatrice, esperta di media arabi @ Mediaoriente.com e co-fondatrice di SyriaUntold.com ) a seguire presentazione di Iraq: una storia che non insegna, Edizioni dell’Asino, con Latif al-Saadi (uno degli autori) e Cecilia dalla Negra (Osservatorio Iraq). Al termine presentazione della Campagna nazionale #Rojava calling, con la partecipazione di una delegazione di ritorno da Kobane.

Così lontano e così vicino, il Medio Oriente continua a bruciare senza che questo diventi per l’informazione e l’opinione pubblica motivo sufficiente per capirne di più, e per poter finalmente prendere posizione aldilà di pericolose semplificazioni. 2 libri e un progetto per entrare nel vivo della questione: Siria, Iraq, Rojava attraverso storie di società civile, di una popolazione stremata dalla guerra e dall’oppressione, di chi resiste e costruisce nuove forme di auogoverno.

[h 20] Degustazione Falanghina “Selva Lacandona” Cooperativa “Resistenza” (Napoli)

[h 21] Minim’art e Turàn Quartet in concerto

Minim’art è un progetto musicale che trae ispirazione dagli anni ’20, dal valzer,dal tango, passando per il fado portoghese, per il jazz manouche fino alla musica e ai ritmi tradizionali dell’est Europa. In due parole, dalla musiche che hanno attraversato l’Europa nel Novecento. Propongono un repertorio di brani originali arricchito, soprattutto nei live, da brani tradizionali offrendo all’ascoltatore suggestioni musicali dell’area mediterranea, balcanica e non solo, che ben si prestano al virtuosismo degli strumentisti. La formazione: Marta Neri, voce; Adriano Dragotta, violino; Emilio DeSantis, chitarra, mandolino; Desiree Infascelli, fisarmonica; Marco Contessi, contrabbasso.

[a seguire]  SPEC dj set

Sunday chill, sixties ‘n’ seventies miscellanea & fine tracks

+ Videorama @ cura di Pit